Il 2013 non è solo l’anno delle dimissioni del Papa, del nuovo ingovernabile governo (passatemi il gioco di parole), del misterioso omicidio di Pistorius, ma è anche l’anno dell’introduzione nel menù delle birre artigianali “made in italy”. Ultimamente si parla e si legge tanto di birra artigianale Italiana, così ho pensato di avvicinare anche la nostra più curiosa clientela a questo universo in netta espansione. E pensare che dal primo nel 1996 (Birrificio Italiano di Lurago Marinone che con la sua Tipopils ha ricevuto un sacco di riconoscimenti non solo nazionali ma anche mondiali) ad oggi, sono nati più di 400 birrifici e il mercato è in piena esplosione. Da tutti gli angoli del bel paese, riproducendo stili birrai dai più tradizionali a quelli più bizzarri, dai più dissetanti a quelli più estremi, le bevanda più antica del mondo sta stuzzicando sempre di più il palato di noi Italiani. La cosa bella è che ci siamo stancati di ripetere al nostro barista di fiducia “… Fammi una bionda..” oppure “.. dammi una doppio malto..”, ma adesso capita più spesso sentirsi dire “Simone, che IPA alla spina hai?” oppure “… posso avere una porter??”. Questo segnale importante ci informa che aumentano gli appassionati, aumenta la voglia di bere bene e aumenta di conseguenza la cultura birrofila.

Per avvicinarvi a questo mondo che per taluni è già conosciuto ma per tanti altri ancora no, con la gentile collaborazione del Birrificio Extraomnes di Marnate (quanti sapevano che ne avevamo uno a 3 km di distanza??) vi proporrò un nuovo modo per bere birra;  farò degustare tre delle loro migliori birre accompagnate dai loro rispettivi malti e luppoli. Capiremo così assieme da dove nascono i loro profumi e i loro sapori.

                                                                                                                                                                                                                                     Simone
 

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