Sono circa due mesi che il Palermo è nei bassifondi della classifica della nostra aimè ultima stagione in serie A e sono mesi che sto affogando i miei dispiaceri nell’alcol… Ma non tutti i mali vengono per nuocere, perché questo mi ha permesso di assaggiare un sacco di birre nuove, cosa che mi sta portando ad un cambiamento di mentalità e filosofia lavorativa (un po’ come ha fatto Zamparini quest’anno cambiando 5 allenatori… almeno un primato è stato raggiunto). Le mie angosce calcistiche mi han portato un “malaugurato” giorno in via Petrarca 2 a Busto Arsizio (malaugurato perché ho assaggiato delle birre di cui non potrò più fare a meno), lì ho conosciuto un certo Cesare Gualdoni… (vi dice qualcosa questo nome??), proprietario, fondatore e birraio del nientepopodimeno pluripremiato “birrificio Orso Verde”.

Appena entrato sono stato inondato da un buonissimo profumo di cereali… sembrava di essere da un panettiere! Mentre lui era lì a litigare con il tino di ammostamento del suo splendente impianto (imprecando ogni santo) io mi son guardato un po’ intorno e ho notato una bellissima foto degli anni ’70, che ritraeva un dolce bimbo che teneva in mano fieramente il suo orsetto verde. Da lì ho capito l’origine del nome del birrificio. Ovviamente non ho potuto non notare le pareti dell’ufficio piene di targhette, riconoscimenti e stralci di articoli di giornali in suo onore. A fine giornata mi ha dedicato una mezz’oretta per farmi assaggiare orgoglioso le sue birre e per raccontarmi un po’ la sua storia e quella delle sue birre: lui era tutt’altro che un birraio, bensì un odontotecnico, che per gioco ha prodotto la sua prima birra grazie al kit regalatogli da sua moglie “con un risultato fallimentare” . Da lì è partito tutto, e ora è sicuramente una delle persone più rispettate e conosciute in ambito birraio. Avrei acquistato tutte le birre per VOI FEDELI E INSEPARABILI CLIENTI, ma ho dovuto fare selezione scegliendone tre (che fatica distinguere quelle più buone!) Quelle che più apprezzerete a parer mio, stando alle vostre abitudini e ai vostri gusti sono: Wabi (pale ale), Rebelde (ipa) e Nubia (una scura che si avvicina ad una Stout ma con una gradazione un po’ accentuata, che ha reso famoso, grazie ai suoi numerosi riconoscimenti, l’orso verde), disponibili fino ad esaurimento scorte da questo week-end. Cesare è stato disponibilissimo e carinissimo e mi anche omaggiato di una bottiglia per etichetta (che entrerà a far parte della mia cantina personale), di un sacchettino di malto tostato utilizzato per produrre la Nubia (che ho esposto al locale per far sentire a tutti da dove provengono determinati aromi che si percepiscono bevendola) e di una serie di bicchieri con il suo logo. Solo grazie a lui mi è stato possibile tornare a casa felice come una pasqua, dimenticandomi per un attimo (o quasi) della posizione in classifica del Palermo…

 

Simone

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